APNEE NOTTURNE, DIFFICOLTA’ COGNITIVO-COMPORTAMENTALI, RESPIRAZIONE A BOCCA APERTA NEL BAMBINO POST-INDUSTRIALE – quarta parte

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Riassunto: in questa quarta e ultima parte dell’articolo spieghiamo i presupposti teorici per cui siamo arrivati all’ipotesi che esponiamo, cioè che

1) il fallimento del fisiologico attaccamento madre-figlio, tramite un meccanismo patogenetico ipotizzato da R. G. Hamer, innesca l’ipertrofia delle adenoidi, delle tonsille palatine, delle mucose nasali, che rende anatomo-patologicamente difficile o impossibile respirare col naso. Questo tipo di difficolta’, che gia’ si manifesta durante il giorno, sostenuto dalle sopraggiunte alterazioni anatomiche e posturali (respirazione  a bocca aperta, facies adenoidea), peggiora col clinostatismo notturno. E’ di notte che gli stati piu’ o meno gravi di apnea possono contribuire a danneggiare la corteccia prefrontale, innescando un circolo vizioso con aspetti cognitivo-comportamentali, anatomici, neurologici, endocrini, immunologici, posturali gia’ descritti in modo abbondante ed esauriente.

E’ essenziale che la corteccia prefrontale di ogni individuo, che mitiga le nostre paure e le nostre passioni contribuendo a contenerne le reazioni, possa strutturarsi fisiologicamente nel corso dell’infanzia. Perche’ questo succeda, i genitori devono essere empaticamente presenti alle temporanee crisi che seguono alle inevitabili ferite dell’infanzia; contemporaneamente, non devono essere a portata di mano dei bambini strumenti di contenimento artificiale del senso di vuoto che segue alle ferite. Il bambino deve imparare a gestire fisiologicamente il “male di vivere”, grazie alla presenza empatica, all’aiuto e all’esempio dei genitori (almeno della mamma, fino ai 2 anni), finche’ non si e’ strutturata sufficientemente la corteccia prefrontale, che serve a cognitivizzare le esperienze  e organizzare i comportamenti utili a gestire le situazioni frustranti in modo via via piu’ autonomo.

Diversamente, la societa’ si riempie, come è già avvenuto, di individui sempre piu’ sociopatici, egoisti, tossicodipendenti, incapaci di controllare le proprie passioni (paura, tristezza, rabbia, vergogna, senso di colpa), di interpretare correttamente le intenzioni e le emozioni degli altri, con ridotte capacita’ empatiche, che nell’altro vedranno il nemico. Il fisiologico sviluppo della corteccia prefrontale è essenziale per gestire opportunamente le proprie passioni (dalla Chiesa Cattolica tradizionalmente denominate “vizi”; noi preferiamo il termine “dipendenze”), e di sfruttarle per conoscere se stessi.

In una comunita’ di psicosociopatici che lottano tutti contro tutti, gli unici che ci guadagnano saranno gli oligarchi a capo della societa’ pseudodemocratica descritta in romanzi come 1984 di George Orwell. L’interesse di tale oligarchia è implementare i vizi dei sottoposti, per poterne gestire le vite in maniera ingegnerizzata. In questo senso, la madre di tutte le passioni (=”vizi”, “dipendenze”) è la distorsione dell’attaccamento madre-figlio.

“Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.”

  1. R. R. Tolkien.

 

 

IL FALLIMENTO DELL’ ACCUDIMENTO EMPATICO (MATERNAL-INFANT ATTACHMENT) E LA RESPIRAZIONE A BOCCA APERTA

 

Come testimoniato dalle statistiche e, cosa piu’ importante, dalla clinica, e’ sempre piu’ frequente oggi il riscontro di bambini che dormono male, che respirano male, che hanno la faccia e i denti da bambino che respira male (facies adenoidea), che non hanno un controllo del comportamento e delle emozioni adeguata all’eta’. Per quanto abbiamo detto finora, cio’ e’ in relazione con la struttura della famiglia, che a sua volta e’ in rapporto col tipo di societa’ che si e’ via via venuta a creare in seguito alla Rivoluzione Industriale e, soprattutto, al tipo di valori disumani che essa ha portato con se’. Questo argomento e’ stato gia’ stato affrontato a grandi linee in un articolo apposito, cui rimandiamo (Andrea Di Chiara, “Svalutazione di se’ nel bambino a bocca aperta post industriale”, https://www.aipro.info/2018/08/23/svalutazione-di-se-nel-bambino-a-bocca-aperta-post-industriale/ ).

 

“Idiocracy”, film del 2006 diretto da Mike Judge (lo stesso autore della serie televisiva Beavis and Butthead), e’ una commedia dall’ambientazione distopica in un futuro in cui la popolazione mondiale e’ diventata abnormente stupida a causa della fiducia incondizionata nella tecnologia e nell’oligarchia innominata che la gestisce. Il livello di intelligenza medio raggiunge livelli talmente bassi da mettere a rischio la sopravvivenza del genere umano. L’eroe che viene in aiuto dal passato, cioe’ dal nostro presente, e’ uno che verrebbe considerato mediamente come un imbecille; eppure , in quel futuro, appare alla gente come uno dei massimi geni che l’umanita’ abbia mai espresso.

 

Volendo essere estremamente semplici, la funzione psichica, interpretativa e comportamentale (=azione e reazione) dell’essere umano implica la ragionevole (o “normale”) comunicazione dei due emisferi cerebrali, destro e sinistro, e delle strutture sottocorticali che hanno a che fare con le emozioni di base (rabbia, tristezza, gioia, paura). L’interazione e l’attivita’ di queste strutture e’ in rapporto verticale (causa-effetto) e/o di contiguita’ con le nostre emozioni e le nostre idee (sistema di credenze = giusto e sbagliato, buono e cattivo, utile e dannoso ecc.). Con emozioni ed idee noi agiamo e reagiamo a noi stessi e al mondo che ci circonda.

Se anche e’ inevitabile, per certi motivi, avere a che fare a livello individuale con una certa dose di emozioni disfunzionali, la Rivoluzione Industriale e la dissoluzione valoriale (=distorsione delle idee) che ne e’ seguita ha aggravato gli effetti biologici delle inevitabili distorsioni emotive che ognuno di noi necessariamente porta con se’. La somma della distorsione delle emozioni e della distorsione delle idee generano il tipo di adulti che poi diventano i genitori delle tipiche famiglie di oggi. Il bambino appena nato, semplicemente, non riesce ad ammortizzare questo carico innaturale di distorsioni proveniente dal suo esterno. La natura vuole che i genitori accudiscano il neonato con empatia; il neonato non trova accudimento empatico nella famiglia moderna, quindi il conflitto biologico-emozionale che ne seguira’ e’ inevitabile.

Per spiegare il rapporto tra quanto sopra e lo sviluppo delle disfunzioni respiratorie precoci che si manifestano con l’ipertrofia delle tonsille e delle adenoidi e, in ultima analisi, nel bambino che respira a bocca aperta, impiegheremo il modello fornitoci dalla Nuova Medicina Germanica di R. G. Hamer. Un modello controverso come pochi, ma che ha il pregio di essere convincente a condizione che lo si esamini con spregiudicatezza e onesta’ intellettuale.

Non possiamo, in questa sede, spiegare tutti i presupposti del modello di Hamer. Ci limiteremo a riassumere che esso prevede una catalogazione sistematica di tutti i tipi di cellule e tessuti del corpo secondo criteri embriologici e istologici; ad ogni foglietto embrionale appartengono determinate parti del cervello, che a loro volta sono collegate alle rispettive parti del corpo col le quali condividono il proprio destino funzionale e biologico in relazione al significato emotivo che l’individuo da’ a certi accadimenti della propria vita.

Il punto cruciale della ricostruzione eziopatogenetica hameriana è la DHS (sindrome di Dirk Hamer), lo choc conflittuale.

“Nel momento stesso della DHS si decide con cosa il paziente associ lo choc conflittuale, si decide che ogni patologia si sviluppi da una determinata situazione psichica e che questa induca una determinata situazione cerebrale, un focolaio di Hamer (FH), una cosiddetta configurazione a bersaglio nel cervello, alla quale corrisponde un organo ben definito. In caso di DHS reagiscono le zone organiche correlate a questo FH con la corrispondente reazione del foglietto embrionale” (http://www.nuovamedicinagermanica.it/content/view/112/55/ ).

 

 

Le condizioni emozionali e circostanziali della sindrome di Dirk Hamer

 

Dal punto di vista dell’andamento temporale dello stato patologico, Hamer sostiene che vi sono due fasi, una iniziale di conflitto attivo (che segue immediatamente la DHS) e una finale di soluzione del conflitto o conflittolisi. Per tutta la durata di entrambe le fasi il naturale alternarsi circadiano della prevalenza di una delle due sezioni del sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico) viene sospesa. Cosi’, a seconda del contenuto psichico del conflitto (associato al foglietto embrionale coinvolto e all’organo bersaglio), che non e’ univoco ma dipende dal colorito emotivo con cui l’individuo vive tale conflitto, avremo situazioni in cui nella prima fase di conflitto attivo (con ininterrotta prevalenza del simpatico sul parasimpatico) i tessuti andranno incontro ad ipertrofia (=aumento di volume cellulare e di attivita’ funzionale), mentre nella seconda fase (con ininterrotta prevalenza del parasimpatico sul simpatico) i tessuti rigonfiatisi si sgonfieranno, e situazioni in cui nella prima fase di conflitto attivo i tessuti andranno incontro ad ulcerazione con riduzione del volume cellulare, mentre nella successiva fase di conflittolisi si produrra’ una cicatrice e un ripristino del volume cellulare.

Rapporto tra l’andamento temporale della malattia e le diverse parti del cervello

 

Rapporto tra i vari tipi di conflitto biologico, i foglietti embrionali e le parti del cervello

 

LA TEORIA DI HAMER APPLICATE ALL’IPERTROFIA ADENOTONSILLARE

Il bambino moderno e’ il bambino adenoideo. Il bambino adenoideo e’ tale perche’ non riesce a respirare col naso. La respirazione nasale e’ impedita perche’ le adenoidi e/o le tonsille e/o le mucose rinofaringee si ispessiscono (ipertrofizzano) al punto tale da impedire il passaggio di un sufficiente volume di aria attraverso il naso, per cui il bambino apprende con tutto il suo corpo una postura respiratoria alternativa, con la bocca semiaperta, che diventa poi automatica e si automanterra’, se non si interviene, anche tutta la vita.

Ma perche’ adenoidi, tonsille e mucose del naso e delle alte vie respiratorie aumentano di volume? E cosa c’entra questo con l’attaccamento tra madre (genitori) e figlio?

In generale dobbiamo partire dalla funzione d’organo che riguarda il naso. Anche se molte pratiche meditative considerano il naso come organo pressoche’ unicamente respiratorio, questo è improprio dal punto di vista biologico. Certamente dal naso è possibile respirare, ma non va dimenticata la funzione primordiale dell’annusare e percepire gli odori, quando questi sono legati al riconoscimento della commestibilità del “boccone” (cibo) o in genere alla percezione di un pericolo indefinito.

Il concetto hameriano di “boccone” va inteso in senso figurato comefinalita’, obbiettivo primario dell’individuo, quello che reputo davvero importante, la mia meta. Sappiamo tutti che il “boccone” cambia con l’eta’. Quanto piu’ siamo piccoli, tanto piu’ il nostro boccone ha a che fare con oggetti e concetti estremamente basici: l’individuo in un primo momento vive in simbiosi con la mamma e non distingue la propria esistenza da quella materna. Solo in un secondo momento appare la distinzione, e si passa non poco tempo a definire in che cosa e in che senso siamo separati dal resto.

Ora facciamo un passo indietro e ritorniamo a Bowlby e alla sua Teoria dell’attaccamento. Anche Bowlby ha dato una risposta alla domanda : cosa e’ il boccone per un bambino molto piccolo. Esso coincide con l’accudimento empatico (= maternal-infant attachment) cosi’ come lo abbiamo gia’ definito. Non c’e’ cosa piu’ basica di questo per un essere umano. Cosa fa il bambino appena nato? Si fa guidare dall’olfatto mentre striscia per raggiungere il seno materno da succhiare. Col naso, dunque annusa il boccone da trattenere per se’, ma col naso, ancora, distingue i pericoli, ossia i bocconi indigesti, da espellere e da evitare.

E tutto questo, sia in senso materiale che figurato, senza distinzione. Tale “boccone”, per sua stessa definizione e per l’eta’ del bambino, e’ il piu’ basico, il piu’ arcaico, il piu’ vitale di tutti. Mi servono cure per poter continuare a esistere, e in secondo luogo per capire chi sono.

Biologicamente l’area cerebrale collegata col “boccone arcaico vitale”e’ il tronco encefalico, e il foglietto embriologico di pertinenza e’ l’endoderma. Tutti i relè (collegamenti con organi) del tronco encefalico contengono conflitti inerenti al “poter prendere un boccone”, poterlo inghiottire, poterlo digerire, poterlo espellere ecc. In particolare l’attivazione troncoencefalica si ha quando si vive un conflitto di non essere abbastanza veloci nel prendere o evitare un boccone con la percezione però correlata della situazione “incognita” e quindi la necessità di annusare prima.

Oltre al tessuto endodermico e al tronco encefalico nella mucosa delle alte vie respiratorie vediamo coinvolto, meno frequentemente, il tessuto ectodermico che fa capo alla corteccia. Qui la reazione (raffreddore e coinvolgimento di laringe e della parte superiore delle vie aeree)  avviene se invece la paura riguarda non un boccone, ma una sorta di minaccia incognita.

Il significato biologico del trauma hameriano (DHS) che genera come reazione biologica l’iperplasia di adenoidi e tonsille e’ NON RIUSCIRE A TRATTENERE IL BOCCONE DESIDERATO/GIA’ AFFERRATO e NON RIUSCIRE AD ESPELLERE UN BOCCONE INDIGESTO. Nella prima fase di conflitto attivo si ha il rigonfiarsi di tonsille e/o adenoidi, nella seconda fase di conflittolisi si ha la riduzione di volume con necrosi caseosa: appare pus a macchie bianche e la tipica alitosi, ben nota alle famiglie soprattutto al risveglio del bambino (e’ uno dei sintomi accessori piu’ frequenti nella sindrome adenoidea).

Può essere che un eccesso di crescita delle adenoidi (recidiva del conflitto o un conflitto troppo intenso) oppure la concomitanza di una crescita dell’endoderma (paura per la perdita del boccone o per il non essere capaci di sbarazzarsene) insieme alla soluzione del tessuto ectodermico = mucose nasali (paura indefinita per nuovi e imprevedibili accadimenti) possano determinare un’ostruzione del passaggio dell’aria, con evidente difficoltà respiratoria.

Il tutto va considerato come un conflitto (endo e/o ecto) tipico per i bambini che vivono maggiormente il percepito del pericolo incognito, specie se non supportati dall’accudimento genitoriale.

Ovviamente i traumi e i conseguenti conflitti biologici possono essere ricorrenti, e quindi anche i sintomi possono andare e venire, oppure dare l’impressione di costituire un continuum, soprattutto se i traumi avvengono tutti i giorni… come quando si va a scuola.

Come abbiamo accennato nell’articolo gia’ citato (Andrea Di Chiara, “Svalutazione di se’ nel bambino a bocca aperta post industriale”, https://www.aipro.info/2018/08/23/svalutazione-di-se-nel-bambino-a-bocca-aperta-post-industriale/ ), la Rivoluzione Industriale ha introdotto obblighi e abitudini mai visti prima, disumani e disumanizzanti, come il lavoro dipendente in strutture lavorative artificiali di dimensioni enormi che sfornano prodotti inutili quando non dannosi, la deprivazione sensoriale per l’eliminazione del contatto con la natura e i suoi ritmi e, cosa ben peggiore, la giustificazione mediatica di tutto questo per arrivare all’accettazione incondizionata dello status quo e all’oblio di come si viveva e si potrebbe ancora vivere.

Ad esempio, considerando il lavoro femminile al di fuori della famiglia, non solo si sono create condizioni economiche che impongono anche alla donna di abbandonare figli e casa perche’ diversamente non ci sarebbero abbastanza soldi per pagare tutti i conti, divenuti irrazionalmente elevati; ma, con brillanti operazioni di ingegneria sociale, si e’ appositamente creato presso il mondo femminile un appeal positivo all’abbandono domestico, tramite movimenti tendenziosamente propagandistici finanziati in modo imbarazzante da certi gruppi di influenza. I quali sono stati gli unici a guadagnarci da questa operazione perche’, quando ai lavoratori uomini vanno ad aggiungersi le lavoratrici donne, il numero totale dei lavoratori si raddoppia, e conseguentemente il potere contrattuale e quindi il salario dei lavoratori singoli si riduce. E’ come se si fosse creata un’inflazione di lavoratori dipendenti, che evidentemente ne riduce il valore cosi’ come l’inflazione di denaro ne riduce il potere d’acquisto. Il risultato finale e’ che la famiglia guadagna meno di quanto meriterebbe, si riduce il tempo e le attenzioni per la cura della casa e i figli vengono abbandonati ad altri, molto spesso estranei. Con aumento progressivo dei costi umani ed economici, fino al punto in cui non ci possa piu’ comprare una casa ne’ creare una famiglia.

Non sono solo gli adulti che ci vanno di mezzo. Per la vita che facciamo oggi, la maggior parte dei bambini gia’ dopo pochi mesi hanno dovuto subire il trauma incomprensibile dell’abbandono, che ogni giorno si ripete, da parte della mamma che deve tornare a lavorare, e che quando torna difficilmente puo’ essere presente al bambino come la natura richiederebbe.

Ogni mattina i bambini, soprattutto i piu’ piccoli, vivono il trauma biologicamente incomprensibile dell’abbandono presso strutture (asili, scuole) che niente hanno a che fare con la propria famiglia.

Dopo anni di interviste ai genitori di bambini adenoidei posso dire che una delle crisi degne di nota che tutti i genitori ricordano e’ quella dei primi giorni dell’abbandono a scuola. In quei giorni tutti i bambini si ammalano. La responsabilita’ dell’accadimento viene data all’infezione da microbi di cui sarebbero pieni gli asili. Ma i fatti microbiologici e infettivi possono essere intesi in modo diverso dalla versione medica mainstream raccontata ai medici grazie alle universita’e alla gente grazie agli appositi programmi di divulgazione scientifica.

 

ORGANO

ADENOIDI, TONSILLE, MUCOSA NASALE

FOGLIETTO EMBRIONALE

endoderma, ectoderma

LOCALIZZAZIONE CEREBRALE DEL FOCOLAIO DI HAMER

tronco cerebrale

CONFLITTO

non poter eliminare/acchiappare/inghiottire il boccone desiderato/gia’ afferrato abbastanza velocemente; paura di accadimenti nuovi e imprevisti

ANDAMENTO TEMPORALE

nella prima fase proliferazione tissutale (ipertrofia polipoide) per secernere più muco;

nella seconda fase caseificazione batterica del tessuto eccedente

PATOLOGIA

adenoidite, tonsillite, raffreddore, infiammazione delle alte vie respiratorie

TIPO DI CONFLITTO

arcaico, di importanza vitale

TIPO DI FAMIGLIA

sgretolata, genitori ognuno per se’, senza una conoscenza approfondita di se stessi e dell’altro, condizioni alienanti di lavoro e di vita

FIGLIO

non considerato, non visto

DISTORSIONE DELLE IDEE

ideali religiosi, filosofici, politici, economici, sociali secondari alla Rivoluzione Industriale