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Da quanto tempo si conoscono gli effetti della respirazione orale sull’organismo?

In Bibliografia troverete addirittura le date delle prime ricerche, ma volendo fare in questa sede una chiacchierata discorsiva è necessario premettere che esistono storicamente informazioni dirette e indirette sull’argomento respirazione orale. I ricercatori che direttamente si sono occupati del problema hanno scritto dopo la Seconda Guerra Mondiale; le ricerche si sono svolte principalmente nei paesi in cui il fenomeno era apparso per primo e con una certa frequenza epidemiologica: in particolare nelle grandi città degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e dei Paesi Scandinavi. Il perché di questa localizzazione sarà più chiara in seguito. Per ora basti dire che quanto più la società vive in maniera industrializzata, inurbata e artificiale, tanto maggiore è la frequenza della respirazione orale.

Prima della Seconda Guerra Mondiale si sono concentrate ricerche da cui indirettamente o direttamente si potevano dedurre dati sulla respirazione orale o, comunque, sulla SINDROME DA DISADATTAMENTO PSICO-NEURO-ENDOCRINO-IMMUNITARIO.

Il fenomeno era già noto negli Stati Uniti almeno dall’inizio del ‘900, sempre nelle grandi città, soprattutto per una delle sue manifestazioni più note e precoci, ossia per le malocclusioni dentarie e le carie.

Per lungo tempo i dentisti americani si erano interrogati sull’origine dei “denti storti”. Poco tempo dopo la formulazione, da parte dei seguaci di Darwin, dell’ipotesi sull’origine genetica o comunque familiare delle malattie ( corrente del Neodarwinismo ), si era pensato che le malocclusioni potevano essere dovute all’ereditarietà di denti grandi da parte di un genitore e di ossa mascellari piccole da parte dell’altro; per cui il risultato di denti grandi dentro ossa piccole potevano essere denti disposti disordinatamente; da qui le malocclusioni.

C’era però qualcosa che non quadrava in questa ipotesi. Per far luce su questa faccenda ( oltre che sull’origine dell’enorme frequenza di carie negli Stati Uniti ) l’American Dental Association ( l’associazione professionale dei dentisti americani ), dopo la Prima Guerra Mondiale commissionò al Dr. Weston Price uno studio internazionale sul fenomeno denti cariati/denti storti. L’interesse per questo enigma era più che accademico: infatti nel corso delle visite mediche per l’idoneità al servizio militare effettuate negli Stati Uniti prima e durante la Prima Guerra Mondiale era emerso un dato preoccupante: la maggioranza degli Americani era non idonea a causa della loro catastrofica situazione dentaria. Ma siccome qualcuno doveva pur farla quella guerra, furono inviati in Europa un gran numero di individui al di sotto delle qualità fisiche minime del soldato idoneo, e ciò ebbe come esito prevedibile un costo ( in termini di spese di assistenza medica e di numero di perdite umane ) superiore a quello che avrebbe potuto essere.

Il Dr. Price era noto all’epoca come il miglior ricercatore americano in campo odontoiatrico.

Nel giro di 10 anni dall’assegnazione dell’incarico effettuò uno studio sulla qualità dei denti e delle ossa facciali di 14 gruppi etnici non civilizzati; tra gli Europoidi studiò popolazioni svizzere delle Alpi e gli Scozzesi delle Isole Ebridi.

Inoltre il Dr. Price fece esperimenti sugli effetti che la nutrizione ha sugli animali e sui bambini, e studiò le differenze tra la composizione degli alimenti “artificiali” e quelli naturali e tradizionali.

E cosa scoprì il Dr. Price?

Scoprì che

• Tutte le popolazioni studiate erano nettamente superiori ai cittadini americani residenti nelle grandi città quanto a qualità dei denti, delle ossa facciali e del fisico in generale;

• il numero di carie nei “non civilizzati” era spesso al di sotto del 5%, contro un’incidenza tra i cittadini americani spesso superiore al 90%, E QUESTO SENZA ALCUNA FORMA DI IGIENE ORALE DA PARTE DEI PRIMITIVI,

ma soprattutto scoprì che “ …popolazioni aborigene di tutto il mondo, da sempre sane nel corpo e nella mente, non appena venute in contatto coi cibi e le usanze dell’uomo bianco, cominciano a generare bambini dai denti storti e guasti, loro che questi guai non li avevano mai visti prima di allora”.

Apparve chiaro che durante la fase di transizione tra A) una vita caratterizzata dal consumo di cibi naturali tradizionali, dal contatto diretto con agenti fisici ( acqua, vento, aria, raggi solari ) e da una situazione sociale equilibrata, e B) una vita caratterizzata dal consumo di alimenti artificiali industriali, priva di contatto diretto con gli agenti fisici e accompagnata da eventi stressogeni sociali continui, subiti passivamente, all’interno di una popolazione si producono alterazioni del metabolismo i cui primi sintomi si avvertono già alla prima generazione sotto forma, tra altre manifestazioni, di disfunzioni della forma e della funzione dello scheletro della faccia e dei denti.

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Come effetto pratico di questa ultima scoperta, il Dr. Price fu in grado di effettuare vere e proprie terapie ricostituenti in bambini gravemente ammalati e affetti da carie rampanti che vivevano negli orfanotrofi, RIUSCENDO AD INTERROMPERE IL LORO DECORSO DESTRUENTE SUI DENTI E SULLE CARATTERISTICHE MAXILLOFACCIALI, e ottenendo normalizzazioni spettacolari del loro stato di salute generale.

Riassumiamo dunque i tre parametri che secondo il Dr. Price fanno la differenza tra la salute e la disfunzione in un essere umano che cresce:

La qualità dei cibi ( naturali tradizionali vs. artificiali industriali );

• Il contatto del corpo con gli agenti fisici ( acqua, vento, raggi solari ) vs. la insufficienza / assenza di contatto ;

• La vita operosa e tranquilla in un contesto sociale a misura d’uomo vs. la vita costellata dalla presenza di fattori stressogeni continui, subiti passivamente, in un contesto sociale alienante.

Il Dr. Price pubblicò le sue scoperte con un libro e numerosi articoli sulle più prestigiose riviste del settore odontoiatrico dell’epoca, e con centinaia di foto, di cui troverete nel sito alcune tra le più significative.

Stranamente a tali scoperte non fecero seguito provvedimenti sociali, economici e commerciali adeguati, e questo non perché i risultati di questi studi siano mai stati dimostrati non corretti; di fatto, non sono mai stati confutati. È come se fossero stati passati sotto silenzio, se ancora oggi dentisti e otorino non ne hanno mai sentito parlare all’università.

Altre ricerche indirette sono state portate avanti in campo antropologico. Dallo studio di migliaia di denti e crani sia di popolazioni moderne non civilizzate, sia di popolazioni europoidi precedentemente alla rivoluzione industriale, sia di individui dell’epoca preistorica, è emerso che l'epidemia di  carie, i denti storti e le deformazioni funzionali delle ossa craniche è un fenomeno piuttosto recente, in particolare successivo all’uso massiccio di alimenti artificiali ( in particolare dolci e molli ) e all’inurbamento che sono seguiti alla Rivoluzione Industriale.

Tra i tanti ricercatori emerge la figura del prof. Robert Corruccini, che nel suo volume del 1999 “ How anthropology informs the orthodontic diagnosis of malocclusion’s causes” ( contributi antropologici alla comprensione delle cause delle malocclusioni ) dimostra che le malocclusioni dentarie sono il risultato non di un’ereditarietà sfortunata, ma dell’adattamento delle nuove generazioni a condizioni di vita diverse ( in senso artificiale ) da quelle dei propri predecessori.

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